Stadi del fumatore
E' stato oggetto di interessanti studi l’iter che il soggetto
deve compiere per arrivare alla scelta decisionale di rinunciare
al fumo: Weiss segnala la presenza di diverse fasi, tra accettazione
dell’abitudine a fumare e il suo rifiuto:
Fase precontemplativa
Nella fase precontemplativa, spiega Weiss, rientrano
coloro che non intendono realmente smettere a breve, sia perché
ignorano o minimizzano i danni del fumo, sia perché ritengono
di non poter rinunciare alla sigaretta.
Fase contemplativa
La successiva fase contemplativa implica un “impasse”
non diverso dal precedente: il fumatore può benissimo manifestare
la sua intenzione di non fumare più e dichiararsi pronto
ad un rapido abbandono, ma in realtà è ancora “uncinato”
(e lo resterà a lungo) al tabacco. Dalle indagini di Weiss
si deduce che la stragrande maggioranza dei fumatori appartiene
a questi due gruppi.
Conclusione: non andrebbero reclutati in programmi strutturati
di interruzione del fumo perché votati ad un insuccesso quasi
sicuro.
Fase preparatoria
Il discorso cambia quando il soggetto si trova nella fase “preparatoria”.
Questo significa che fuma meno, che si rende conto dei danni che
gli procura la sigaretta, che è seriamente intenzionato a
liberarsene. Se prova a smettere è probabile che ci riesca:
è il momento ottimale per l’intervento terapeutico.
Fase di azione
La fase successiva, quella dell’azione, è un continuo
rimettere tutto in discussione. La vivono i fumatori completamente
pentiti -avverte Weiss- ma la vivono in uno stato di estrema vulnerabilità,
per cui il terapeuta deve stare all’erta (e mettere all’erta
il “pentito”) perché nel vissuto senza sigarette
basta un momento di debolezza o di distrazione perché l’ex
fumatore si ritrovi con la sigaretta tra le labbra.
Fase di mantenimento
Soltanto dopo sei mesi che ha smesso (e ha resistito alla tentazione
di ricominciare), il soggetto entra nella fase di mantenimento:
le sue difese si sono consolidate, il rischio di ricaduta si allontana.
Vivere senza fumo è diventata una scelta definitiva, sebbene
soltanto quando siano trascorsi cinque anni dal “basta”
si possa ragionevolmente parlare di punto di non ritorno. In realtà
la recidiva dell’abitudine di fumare si ha nel 37% dei soggetti
durante il primo anno e scende al 7% soltanto al quinto anno.
Fase di cessazione
L’ultima fase è quella detta della cessazione, traguardo
finale non raggiunto da moltissime persone, dove il fumo ha ormai
perso qualunque significato essendo uscito completamente dai circuiti
di sicurezza comportamentali e non soddisfacendo più ad alcuna
esigenza psicologica od emozionale.

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