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Dipendenza
Si parla di dipendenza da una sostanza psicoattiva (DSM IV) quando
se ne attua un uso compulsivo, le cui conseguenze sono dannose per
l'individuo e la società. L'utilizzo della sostanza porta
a:
La nicotina presenta tutte queste caratteristiche.
La dipendenza dal tabacco non è determinata solamente dalla
dipendenza dalla nicotina, ma anche da altre tre componenti fondamentali:
L'abitudine
Più un organismo attua un determinato comportamento,
più è probabile che tale comportamento si ripresenti.
Questo sembra dovuto al fatto che la sua attuazione diventa talmente
automatica da trasformarsi in componente integrante delle azioni
ripetitive quotidiane. I fumatori si trovano spesso ad accendere
la sigaretta automaticamente, quando sono impegnati in attività
abitualmente associate all’atto di fumare. Il fumo stesso
diventa parte integrante nell''elaborazione delle attività
quotidiane, come ad esempio parlare al telefono, terminare un pasto
od entrare in automobile; l'abitudine, inoltre, può spiegare
l'avversione che il soggetto prova per la condizione di astinenza,
in quanto deve rimparare a svolgere le normali attività senza
l'accompagnamento rituale della sigaretta.
La ricerca del piacere
Le persone fumano per provare piacere, in quanto il fumo possiede
un fattore di rinforzo positivo (legato all’incremento dell’attività
delle vie di ricompensa dopaminergiche meso-limbiche e meso-limbo-corticali).
La nicotina, in particolare, sembra produrre euforia od uno stato
di benessere paragonabile a quello prodotto da altre sostanze ad
azione stimolante psicotropa determinanti dipendenza. Vi si associa
anche un'azione ansiolitica. I livelli maggiori di rinforzo positivo
si presentano nei comportamenti di dipendenza come quello determinato
dal fumo di sigaretta, in cui il fumatore mantiene un notevole controllo
sui livelli del farmaco ed è in grado di autoregolare rapidamente
l'inizio e la fine dell'azione farmacologica.
Entro 7 secondi dall'aspirazione del fumo, il bolo di nicotina
giunge direttamente al cervello. Modificando la frequenza delle
boccate, la profondità dell'inalazione o il tempo di stazionamento
del fumo nei polmoni, i fumatori sono in grado di regolare l'assorbimento
della nicotina per ottimizzarne gli effetti positivi.
L’autosomministrazione di un farmaco
Le persone fumano, infine, per autosomministrarsi un farmaco,
che riduce le sensazioni spiacevoli derivanti dalle situazioni di
stress o dalla privazione del fumo stesso. Queste ultime sono legate
in parte alle modificazioni del sistema dopaminergico-mesolimbico
e meso limbo-corticale, che risponde gradatamente meno allo stimolo
ed esige una somministrazione di nicotina costante e ad una deplezione
cronica del sistema serotoninergico, che può sfociare in
momenti depressivi e in un aumento dell’aggressività.
Queste tendenze sono parzialmente controllate dagli effetti acuti
della nicotina, ma diventano evidenti nel momento dell’astensione
o in situazione di stress (rinforzo negativo).
La nicotina non solo riduce i disagi derivanti dall'astensione dal
fumo, ma attenua anche gli umori negativi conseguenza di agenti
stressanti.

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